Tenacia e determinazione. Queste sono solo due delle tante qualità che possono venire in mente non appena si parla con i Fantastici 7, ovvero i coraggiosi ciclisti che dal 9 al 21 agosto scorso hanno percorso la tratta Treviso-Palermo in sella alla loro bici da corsa.
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Tenacia e determinazione. Queste sono solo due delle tante qualità che possono venire in mente non appena si parla con i Fantastici 7, ovvero i coraggiosi ciclisti che dal 9 al 21 agosto scorso hanno percorso la tratta Treviso-Palermo in sella alla loro bici da corsa.
E’ iniziato così il tour di Vittorio Favero, Giovanni Lo Cascio, Giuseppe Ovelli, Agostino Faganello, Denis Silvestrini, Luciano Merlini e Renzo Gardenal, un gruppo di amici, iscritti alla società sportiva “Pedale Opitergino” e accomunati dal sogno di “unire l’Italia” da Nord a Sud, quasi a ripercorrere l’impresa che Garibaldi fece 150 anni fa.
Una corsa formata da 12 tappe, per un totale di 1960 km, che non ha scoraggiato però i 7 atleti, i quali il 9 agosto u.s. alle 8.30 sono partiti da Piazza dei Signori a Treviso, con prima tappa a Punta Marina (Ra) percorrendo i primi 176 km con qualche intoppo, come la foratura di una gomma e il cocente solleone d’agosto.
La seconda tappa riparte l’indomani alle 7.10, con meta Badia Telada (Ar) e già inizia a delinearsi la personalità e la fisicità di ognuno, ma ben presto si nota che tutti sono accomunati da un’altra passione, oltre che alla bici, ovvero la buona tavola. Così prontamente il tour si trasforma anche in una ghiotta occasione per scoprire i prodotti del nostro Bel Paese, ma anche per conoscere i luoghi, le usanze, le persone e la storia italiana.
Durante la terza tappa con l’arrivo previsto a Piancastagnaio (Si), i nostri Fantastici 7 sono stati ricevuti a Sansepolcro dal sindaco Franco Polcri, dal vicesindaco Simone Mercati e da Enrico Polcri, segretario della società ciclistica di Sansepolcro. Dopo questo incontro svoltosi in modo informale ed amichevole, agli atleti è stato donato una riproduzione della Resurrezione di Piero Della Francesca, mentre loro hanno regalato alle autorità una targa in ricordo dell’evento. La corsa è poi ripresa e, solo verso sera, dopo aver percorso ben 194 km, gli impavidi atleti sono arrivati alla meta e hanno potuto rifocillarsi con una sublime cena a base di cinghiale, ma già col pensiero alla difficile tappa che li aspettava l’indomani mattina.
Infatti, partiti da Piancastagnaio i 7 ciclisti, sempre accompagnati da uno splendido paesaggio dell’entroterra toscano, fatto di numerosi e faticosi saliscendi, hanno percorso la bellezza di 247 km, contando un dislivello totale di 2600 m, fino ad arrivare dopo 14 ore di corsa, a Corvaro (Ri), paese natale della moglie di uno dei 7 atleti.
Durante tale interminabile tappa ed avendo più volte sbagliato strada, gli amici ciclisti sono stati affiancati da un ciclista che dopo 23 ore continuate di bici da Torino, è arrivato in Toscana per raggiungere la famiglia in vacanza.
Grazie a due ciclisti locali il tenace gruppo è riuscito così ad arrivare a Corvaro verso le 20.30. Qui hanno trovato ad attenderli un’inaspettata folla festante, capeggiata dal locale assessore provinciale allo sport, Francesco Tancredi, il quale li ha omaggiati di un’opera dello scultore Umberto Mastroianni. A detta dei presenti c’erano affissi striscioni e svariati cartelli per festeggiare l’arrivo del gruppo di ciclisti trevigiani, il tutto accompagnato da musica, da un ricco buffet e dal caloroso applauso dei cittadini di Corvaro. La giornata è volta al termine con una cena preparata nella piazza del centro storico, durante la quale è stata raccontata la curiosa storia del luogo.
Nonostante la diceria popolare voglia far credere che venerdì 13 non sia di buon auspicio, la quinta tappa si svolge tranquillamente, raggiungendo come da tabella di marcia Civitella Alfedena (Aq), toccando il famoso Passo del diavolo a 1400 m; tale “inerpicata” si è dimostrata più che all’altezza delle capacità degli impavidi ciclisti, i quali hanno dato filo da torcere anche al maltempo, riuscendo sempre a distaccarlo e tenerlo alle loro spalle!
L’arrivo avviene prima del previsto, tanto che uno degli atleti all’ultima salita si lascia tentare da una pastasciuttata offerta da un gruppo di camperisti: forse memore del fatto che alcuni suoi compagni d’avventura sono anche membri del camper club “La Granda”? Fatto sta che l’ospitalità e la gentilezza delle persone, anche stavolta non si sono sprecate.
Partenza piovigginosa alla vigilia della sesta tappa, ma ben presto si è invece tramutata in soleggiata fino all’arrivo a Lucera (Fg), facendo scoprire agli amici ciclisti il caldo e pianeggiante paesaggio pugliese. Non appena i 7 magnifici atleti inforcano le bici, devono affrontare una vertiginosa discesa, arrivando anche a toccare i 70 km/h! Il viaggio poi continua in solitudine per almeno 50 km, sotto la canicola estiva di agosto, ma ben presto si escogita un “fresco” diversivo: gli atleti danno il via ad una battaglia d’acqua con borracce e affini, risollevando e rinfrescando così il morale dell’allegra combriccola. La fine della sesta tappa si sgroviglia su una strada a scorrimento veloce, dal manto po’ dissestato e che porta gli atleti fino a Lucera, dove li aspetta l’immancabile cena pantagruelica.
Il maltempo sorprende i ciclisti anche all’inizio della settima partenza, ma ben presto il sole fa capolino e così anche il caldo che accompagnerà i 7 amici nella difficile pedalata in strade sterrate e desolate, che costeggiano coltivazioni di ulivi, vitigni e campi di grano falciati: un paesaggio dalla bellezza disarmante!
Ed ecco un altro incontro casuale: vicino a Cerignola (Fg), gli atleti incrociano un ciclista e scoprono che sta effettuando una traversata da Milano a Taranto, in solitaria: viene subito soprannominato, con affetto “il randagio”.
Arrivati come da programma a Matera, il gruppo alloggia nel centro storico della città e anche qui continua ad immergersi nelle tradizioni locali, degustando saporiti piatti tipici autoctoni.
Dopo una giornata di meritato riposo, gli sportivi ripartono alla volta di Tarsia (Cs), col pensiero che ben presto rivedranno il mare.
Questo però avviene solo dopo aver percorso un lungo tratto di strada molto trafficata e pericolosa, facendoli poi passare per la famosa Jonica, che li mette in difficoltà sia per la presenza di vento forte, che per l’alta temperatura.
A seguito di alcune soste effettuate per recuperare le forze, i 7 corridori entrano finalmente nelle colline calabresi e giungono a Tarsia, dove vengono ospitati in un agriturismo e, anche qui, invitati ad assaporare le delizie eno-gastronomiche della Calabria.
La nona tappa inizia con un piccolo problema al mezzo di supporto che segue i 7 amici e che per questo li fa ritardare sul programma, ma niente di grave... Prontamente salgono in sella e via, lungo il faticoso entroterra calabrese, fatto di numerosi saliscendi velocemente superati, anche per la presenza di alcuni cani randagi che seguiva i nostri ciclisti. Ma ben presto imboccano una lunga discesa, che li porta a Guardia Piemontese, sulla costa tirrenica e da qui proseguono lungo il litorale: un mare limpidissimo, luoghi paradisiaci e ancora intatti, dove la natura in questa zona d’Italia offre il suo meglio.
Arrivati a destinazione, senza non poche difficoltà per trovare il posto a Mortilla di Gizzeria (Cz), i nostri ciclisti si trovano di fronte un paesaggio bellissimo: tra splendidi eucalipti, aranci, ulivi e pini secolari è situato un agriturismo che comprende una torre risalente all’anno Mille e un edificio del 1400, arredato in stile XVIII/XIX secolo.
La decima tappa, l’ultima sul Continente, è all’insegna del belvedere, infatti in cima al Monte Sant’Elia, i nostri ciclisti possono ammirare sia la costa calabrese, che quella siciliana e riconoscere Scilla e Cariddi, con l’Etna all’orizzonte.
Proseguono rapidi, in direzione Villa San Giovanni (Rc), dove da qui si imbarcano sul traghetto Caronte che li fa approdare, poco dopo, in Sicilia e precisamente a Messina. Da qui i nostri 7 “garibaldini” pedalano sulla Statale 113, in direzione di Santo Stefano di Camastra (Me), ma ancora inconsapevoli che a causa di un impedimento stradale, i chilometri da percorrere saranno ben 170!
Infatti, all’altezza di Brolo (Me) si trovano di fronte ad una frana che da almeno due anni obbliga chi percorre la statale a dover fare una deviazione. Tale ostacolo però costringe ad una salita dalla pendenza di 18% e di 22% in discesa; ma i nostri determinati ciclisti riescono a superarla benissimo, senza tante preoccupazioni. Arrivati a Santo Stefano di Camastra il gruppo si concede una meritata cena a base di prodotti siciliani, ma c’è chi ha ancora fiato: infatti, Agostino, dei Fantastici 7, si cimenta in virtuosismi con l’armonica a bocca e coinvolge con canzoni venete, anche dei giovani siciliani.
Eccoci arrivati alla tappa finale, quella che conclude il tour Treviso-Palermo, meno impegnativa di quella del giorno prima, nonostante nel tragitto si presenti una lunga e difficoltosa salita, ma niente paura, viene superata egregiamente e porta i 7 ad ammirare lo splendido paesaggio siculo.
Arrivati a Ficarazzi, ultima città prima di giungere alla meta, il gruppo viene affiancato da due agenti della Polizia Municipale che li scorta fino a Piazza Politeama, nel centro della città; a sorpresa vengono raggiunti da Luigino Borsoi, presidente dei cicloturisti del Pedale Opitergino e da Tiziano Buso, elicotterista del corpo della Polizia, appassionato di ciclismo, nonché tifoso dell’impresa Treviso-Palermo.
Arrivati in piazza Politeama, i Fantastici 7 vengono accolti da un nutrito gruppo di familiari, amici, parenti, tifosi e curiosi che festeggiano con loro il traguardo, inoltre rilasciano anche un’intervista a “Il Giornale di Sicilia”, al quale raccontano le tappe salienti della loro impresa.
Infine si dirigono verso Capaci, dove, in serata, al campeggio del luogo vengono accolti tra due ali festanti e gustano una memorabile e saporitissima cena di cibi siciliani, preparata dai parenti del ciclista Giovanni e di sua moglie, originari del luogo.
Giunge così al termine un’impresa che oltre alla passione per la bicicletta, ha unito molte persone all’insegna della convivialità e dell’amicizia e ha fatto scoprire posti, usi e costumi e soprattutto nuove conoscenze che arricchiscono la vita di bei ricordi.
Inoltre il gruppo, il 6 settembre scorso, è stato ricevuto dal sindaco di Oderzo Pietro Dalla Libera, il quale si è complimentato del coraggioso tour, a sua volta è stato ringraziato con un piatto commemorativo dell’impresa, di fattura tipicamente siciliana.
Insomma, anche i nostri Fantastici 7 possono essere orgogliosi di dire di aver compiuto la loro unificazione italiana e di aver, è proprio il caso di dirlo, assaporato il nostro Bel Paese!
A seguito sarà visibile le foto del tragitto percorso.